Wild & Free

LO wild & freeLa mattina del 22 Agosto scorso la sveglia ha suonato ancora prima dell’alba: il tracker del Parco Krueger ci avvisava che era quasi ora di partire per quella che sarebbe stata una delle esperienze più incredibili della nostra vita, il safari alla ricerca dei Big Five. La sera prima avevamo già fatto una prima fortunata uscita e visto da vicino giraffe, elefanti, bufali, zebre e persino due ghepardi. Quando siamo partiti nell’aria fresca del mattino vibrava l’attesa. Mentre la jeep percorreva il sentiero sterrato e la luce iniziava a rendere quel sogno più vero, il mio sguardo è stato attirato da un movimento sinuoso su un albero a qualche decina di metri. Sdraiato su un ramo, ad osservare attento il nostro passaggio c’era lui, il più raro e affascinante dei Big Five. L’istante in cui ho realizzato che – no, non era un sogno – è ancora scolpito nella mia mente e nel mio cuore, per una manciata di secondi il tempo si è fermato e ho potuto dire soltanto “C’è un leopardo su quell’albero”.

IMG-20150920-WA0005Quella giornata è continuata poi nel migliore dei modi possibile, abbiamo visto praticamente tutto quello che ci si può augurare di vedere durante un safari in Sudafrica: una famiglia di rinoceronti, quattro leonesse e quattro splendidi leoni, uccellini dai colori impensabili e ancora elefanti, giraffe, zebre… abbiamo vissuto sensazioni che non sarò mai in grado di raccontare e descrivere fino in fondo… ma per fortuna per quello ci sono le immagini che ha scattato mio marito… e infatti non ero neanche scesa dalla jeep che già stavo pensando a come scrappare le foto di questi istanti! E quale migliore occasione del Primo Meeting ASI Sardegna e della sfida creativa organizzata per l’evento? La sola regola era utilizzare qualsiasi cosa si potesse sottrarre dalla cassetta degli attrezzi del marito, una sfida vera e propria per me che di solito ho uno stile un po’ più classico.
IMG-20150920-WA0006Quando ho iniziato a ideare il Lay Out sapevo soltanto che avrei usato due foto in bianco e nero e che avrei cercato di ricreare i colori del leopardo e dell’albero utilizzando le carte e gli abbellimenti. Non progetto mai il LO nel dettaglio, non ne sono capace, solitamente inizio e poi lascio che sia il lavoro stesso a guidarmi. Una volta scelte le carte, selezionate da diversi kit nuovi e vecchi, ho aperto la cassetta degli attrezzi e iniziato ad osservare tutto pensando a eventuali utilizzi dei singoli pezzi… alla fine è stato più facile di quanto non temessi inserire anche elementi un pò “estremi” come le guarnizioni idrauliche e le viti.

IMG-20150920-WA0008In altro a sinistra sopra la foto ho utilizzato delle guarnizioni con all’interno delle mezze perle, il fiore l’ho fissato con un chiodo a testa tonda da tappezzeria, il cerchio sotto il fiore con la mezza perla al centro è un pezzo di ricambio del sifone di un lavandino (almeno credo) e i tappini argentati sono dei copri vite. Sulla destra ho applicato come fossero veri e propri abbellimenti un bulloncino, una rondella, una piccola guarnizione e un gancio a vite. Sulla carta corrugata ho applicato una vite lunga e un bel pezzo di carta vetrata rosso scuro. Mi restavano da utilizzare il moschettone, le guarnizioni verdi, lo spago e la fascetta da elettricista. Mi piacciono molto i contrasti e stavolta sono stata proprio sfacciata nell’accostare questi elementi al pizzo. Le guarnizioni così verdi verdi non mi piacevano così le ho ombreggiate con un tampone color ruggine.  Per concludere ho disegnato al pc il titolo del LO riprendendo una citazione che avevo letto tempo fa di Thoreau che trovavo particolarmente adatta a descrivere il momento speciale immortalato.
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Sono felice di aver presentato questo lavoro per la sfida creativa del meeting ASI perché anche se si discosta un po’ dal mio solito stile trovo che rappresenti del tutto la sensazione provata in quel momento e questa è sempre stata la mia prima e profonda motivazione al mettere le mani in carta. Del meeting, che è stato veramente fantastico, vi racconterò un altro giorno, per ora vi dico solo che mi sono divertita da matti, che ho imparato tantissimo e che adoro il minialbum realizzato sotto la guida eccezionale di Sadia. Non c’è niente di più bello che dedicarsi alle proprie passioni e condividere questi momenti con chi viaggia sulla tua stessa lunghezza d’onda. Certe cose non si possono spiegare, si devono solo vivere: all good things are wild and free!

Mat&Mat: niente succede per caso

cavaliere insegna

Ci sono amicizie che nascono sui banchi di scuola e durano per sempre. Altre invece arrivano più avanti, magari sul lavoro, e basta un attimo perché diventino vere e forti come se ci si conoscesse da tempo. Il matrimonio di cui vi parlo oggi mi è particolarmente caro perché ha unito due persone che per me rappresentano proprio questo. Forse sarà stato per il suo accento un pò toscano e un pò sardo, ma quando ho conosciuto Matilde, nel 2011 durante un master, ho istintivamente provato per lei una grande simpatia. Veniva da Iglesias – la mia città – ma era originaria di Pisa, dove ho vissuto per frequentare l’Università. Abbiamo riso di questa coincidenza e di quante volte nella vita capiti come nel film Sliding Doors di passare fianco a fianco mille volte senza incontrarsi. E poi, come capita in questi casi, sono iniziate chiacchiere infinite sulle “nostre città”: Pisa e Iglesias che sono storicamente legate e un pò si assomigliano, il quartiere del centro storico, le case nuove e quelle lasciate alla fine degli studi, locali frequentati, concerti, feste, amici toscani, amici sardi, tantissimi in comune e poi… “Matteo il tuo fidanzato? Certo che conosco sia lui che sua sorella, siamo amici da talmente tanto tempo che non mi ricordo da quanto!”

E così, quando un anno fa ho saputo che Matteo e Matilde stavano organizzando le loro nozze, ho pensato di realizzare per loro qualcosa di speciale che rappresentasse la loro storia e la loro bellissima energia. Il tema del tableau non poteva che essere “Pisa e Iglesias” con un tocco shabby chic!

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Iglesias non è certo conosciuta nel mondo come Pisa ma tanti sono i luoghi meravigliosi che le accomunano in qualche modo, il desiderio degli sposi era quello di ricordarli tutti e di farli conoscere agli invitati. Ci ho pensato e ripensato e alla fine ho deciso di cimentarmi in una costruzione tridimensionale e ho messo mano a legno, pittura, chiodi e martello per realizzare un cartello segnaletico dal sapore romantico ma fresco e originale.

cartoncini nomi

Questa volta il progetto era tanto impegnativo quanto divertente da realizzare: dopo aver disegnato e progettato tutto con le misure esatte ho chiesto al negozio dove ho acquistato il legno di poterlo avere già tagliato a misura. Poi, visto che la falegnameria è l’hobby preferito di mio babbo, mi son fatta dare una mano da lui a tagliare le frecce. Volevo che il legno avesse un aspetto vissuto e ho pensato di ricreare la finitura del finto invecchiato tipica dello stile shabby chic.

shabby chicChi di voi si diletta nelle arti manuali sa che è un processo semplice ma che richiede un pò di pazienza: per prima cosa ho dipinto tutti i pezzi di colore acrilico verde lavagna molto scuro e lasciato asciugare per qualche ora in un luogo asciutto, era Agosto.. in Sardegna non è stato difficile farlo asciugare! Per il passo successivo mi sono documentata un pò online e tra tutti i metodi descritti da blogger ed esperti restauratori ho scelto quello della candela di cera perché mi sembrava il più adatto: essendo il primo esperimento per me era essenziale poter realizzare questa finitura nel modo più semplice possibile e così è stato, è bastato strofinare energicamente una candela di cera su tutta la superficie specialmente negli angoli e nei punti che poi si desidera far affiorare. Successivamente ho ridipinto tutti i pezzi con l’acrilico bianco e ancora una volta lasciato asciugare.

shabby chicFinalmente è arrivato il momento della magia: con una spugnetta d’acciaio e carta vetrata a grana sottile ho grattato via delicatamente la vernice bianca dai punti che avevo trattato con la cera e sotto si intravedeva perfettamente quella verde scuro.

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Come vedete dalle immagini ogni freccia indicava una località o un’attrazione delle due città e dava il nome al tavolo: gli invitati si sono divertiti a cercare il proprio nome per individuare la propria sistemazione.

cavalieri e menu

menu

Tutto doveva essere perfettamente abbinato così ho progettato per i tavoli dei menù e dei cavalieri che riprendessero lo stile Art Decò: su ognuno, grazie al plotter da taglio, ho realizzato delle piccole insegne che ho colorato con dei tamponi inchiostrati. Con la stessa tecnica ho fatto i cartoncini con i nomi dei gusti per quella che è stata la confettata più strepitosa che io abbia mai visto.

Matilde & Matteo-1544Questo post è lunghissimo ma non sono stata davvero capace di usare meno parole per raccontarvi quanto è stato bello e speciale prendere parte al matrimonio di Matteo e Matilde. Sorrido ancora nel ripensare a quella splendida giornata, alla gioia vera che abbiamo respirato, all’emozione di vedere due persone care iniziare la loro vita assieme e, conoscendoli entrambi, sapere che sono davvero fatti l’uno per l’altra…

card matrimonioPer chiudere, qualche doveroso ringraziamento: la foto della confettata e il dettaglio del tableau in alto sono state fatte da Susanna e Michele della JWD Servizi Fotografici. Sono rimasta colpita dal loro lavoro, hanno realizzato per Matteo e Matilde un servizio bellissimo, di grande gusto e qualità. Il secondo ringraziamento è per Lalla  la mamma di Matilde che nonostante i mille impegni, mentre io dipingevo, martellavo e tagliuzzavo, ha cresciuto sul suo balcone l’edera rampicante per il tableau. Grazie a tutti gli amici e familiari degli sposi che hanno apprezzato i miei lavori e mi hanno fatto avere tante belle immagini. Grazie come sempre a Gianluca che segue i miei voli pindarici e nel contempo mi ricorda di tenere i piedi per terra, come farei senza di lui? E soprattutto a voi, Mat&Mat: grazie amici per il grande entusiasmo che avete avuto per i miei lavori, grazie per i confetti al pistacchio e infine grazie per avermi dato l’occasione di pensare ancora una volta che niente succede per caso…

Valentina

Uno Sketchbook tutto per me!

Sketchbook

Il mese di maggio è quasi arrivato a metà e io ho un sacco di lavoretti da mostrarvi tra cui questo, un nuovissimo Sketchbook, fatto su misura per me! La passione per i quaderni non è una novità, chi mi conosce sa bene che li adoro qualsiasi forma e dimensione abbiano! La primavera inoltre mi ha portato una buona dose di nuova creatività e voglia di mettere “le mani in carta”: tante idee per la testa, tanti spunti da non dimenticare, ispirazioni di cui prendere nota prima che fuggano via…  cosa c’è di meglio dunque di un quaderno progettato e strutturato apposta per raccogliere schizzi e progetti, ritagli ed idee?

Sketchbook

La base è un semplice quaderno ad anelli di forma quadrata al quale ho aggiunto due ali laterali, ognuna con la sua costina, per consentire l’archiviazione di oggetti con un pò di profondità. Se volete provare a riprodurlo vi consiglio di fare in modo che la dimensione delle due costine sia uguale a quella della costa centrale.

SketchbookIl passo successivo è stato quello di foderare con attenzione tutto il perimetro del quaderno, sia internamente che esternamente. Qua potete dare libero sfogo alla fantasia e scegliere le carte che preferite. Io volevo che ogni lato del quaderno rispecchiasse i miei accostamenti di colore preferiti, dal classico bianco e nero che vedete in questa immagine in due fantasie diverse ma coordinate che ho utilizzato per le copertine interne, ai colori supercontrastanti delle fodere interne, al mio amatissimo polka dots delle copertine esterne.

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Ed ecco qua l’interno dello Sketchbook: con il plotter da taglio ho realizzato il piccolo organizer lilla che vedete sulla sinistra al quale ho applicato dei post-it di colore contrastante e un bel nastino viola a pois bianchi. In basso ho inserito una taschina porta “minuteria” in cui inserire quei piccoli oggettini utili per abbellire progetti e pagine che si hanno sempre per le mani! Sulla copertina interna centrale ho applicato una confezione di matite colorate: volendo si poteva decorare ulteriormente la confezione ma erano così belle al naturale che per ora ho preferito lasciarle così.

SketchbookE questo è l’altro lato: ho ricoperto le copertine interne con del cartoncino ondulato giallo e nero (regalo graditissimo della mia amica Robi) e ho applicato qualche altra piccola decorazione: un pizzo di carta, la ruota dei colori utilissima per definire gli abbinamenti più efficaci e al centro un quadernino estraibile con l’etichetta “Take note”.

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Vi lascio con un piccolo dettaglio della copertina: il titolo che campeggia, lilla, in copertina è “Sirena sul sofà @work”. Per il resto le carte mi piacevano così tanto che ho aggiunto solo un fiore viola con brad a contrasto e qualche ritaglio dei miei tape preferiti.

I lavoretti da mostrarvi sono talmente tanti che ci rivedremo molto presto: prossimamente su questi schermi troverete anche le vere e proprie opere d’arte delle mie zie che in questi giorni stanno preparando delle bomboniere di stoffa che… basta, ho già detto troppo e non voglio rovinarvi la sorpresa! Tornate a curiosare tra qualche giorno e vedrete!!!

Una cassettiera “porta primavera”

Un lunedì mattina piovoso dopo un fine settimana passato decisamente troppo presto, mille cose da fare in mattinata ed altrettante da sbrigare nel pomeriggio… mh… bisogna dare un verso alla giornata con qualcosa di bello prima di cominciare a trottare da una parte all’altra perciò eccomi qui a mostrarvi un lavoretto che ho fatto la settimana scorsa, parola d’ordine: riciclo!

Cassettiera

In uno scaffale della libreria conservavo da oltre un anno le scatoline del servizio da caffè regalatoci dai miei, un servizio bellissimo e super colorato: ogni tazzina rappresenta un mese dell’anno ed era imballata in una scatola di cartone rigido come quella singola sulla sinistra che si vede nella foto in basso. Non tutte le scatole erano in perfette condizioni quindi ho deciso di utilizzarne solo 9 per creare questa piccola cassettiera da scrivania. La decorazione frontale era già così carina che ho deciso di non modificarla. Per prima cosa ho forato con un succhiello tutti i cassetti e ho inserito dei rivetti perché fossero più rifiniti. Con del semplice nastrino di raso arancione ho creato le manigliette e con del nastro biadesivo forte ho assemblato le scatole formando tre file.

Cassettiera

Ho tagliato dal cartone pressato da 1,5 mm cinque rettangoli a misura che ho foderato con la carta voile arancione e utilizzato per creare una cornice di rifinitura attorno ai cassetti e sul retro in modo che la struttura duri nel tempo. Infine ho rifinito gli angoli con del nastro di stoffa in tinta.

Cassettiera

Un lavoro velocissimo e di semplice realizzazione in cui non ho dovuto fare altro che mettere assieme pochissimi elementi già di per sé belli, più facile di così!!! Ecco un dettaglio della cassettiera già piena di fiori di carta e di stoffa, ci voleva proprio questo tocco di primavera sulla scrivania!

Cassettiera

Per oggi è tutto ma tornerò presto: ho qualche lavoretto in progress e almeno un altro miliardo in testa… sarà per questo che frulla così?!?

Valentina

ma boîte à couture

scatola alterata

Per Natale abbiamo ricevuto due bellissime cornici di vetro di Murano, un regalo molto gradito, per chi ama la fotografia le cornici non sono mai troppe!

Mentre ero intenta a scartare il pacco, prima ancora di gioire per il contenuto, il mio occhio è cascato sul contenitore: una bella scatola di cartone rigido! Chi mi conosce sa bene che per me è “un regalo nel regalo” perché è perfetta da alterare ed era esattamente quello di cui avevo bisogno per mettere ordine in quel marasma di fili, aghi, perline, paillettes, bottoni e mille altre cose sparse in contenitori disseminati tra i vari armadi di casa.

scatola e materialiPer questo progetto ho utilizzato pochi materiali: un foglio 70 x 100 di carta craft stampata come un vecchio quotidiano english style, della carta di riso turchese che aspettava chiusa in una scatola da troppo tempo in attesa dell’idea giusta, colla stick a presa forte, qualche fiore di stoffa, un alfabeto di legno, un tampone di inchiostro marrone e un paio di brads.

scatola alterata

Il primo passo è anche il più importante: bisogna tagliare la carta con precisione calcolando 1/2 cm in più per ogni lato in modo da potere riportare e incollare il bordo all’interno. Quando la colla è ben asciutta ci si può sbizzarrire con le decorazioni seguendo il proprio gusto e scegliendo dei nastri da abbinare. Io ho scelto di rifinire la scatola con la carta di riso turchese che ho usato per tutto l’interno e per il coperchio, poi ho tamponato le lettere di legno che compongono la scritta con l’inchiostro marrone per dar loro un’aria un pò anticata e infine ho fermato i fiori di stoffa con due brads in tinta. Qualche centimetro di nastro a pois marrone e panna, il mio preferito, et voilà: ecco a voi ma boîte à couture!